Taormina è soltanto un paesaggio, ma un paesaggio in cui si trova tutto ciò che sembra creato sulla terra per sedurre gli occhi, la mente e la fantasia. Fra mandorli, aranci, cactus e pini, si scopre e si ammira una città ridente; fra i monti disposti a semicerchio che svettano verso l’azzurro del cielo ecco apparire villaggi e castelli, e poi ancora, spostando lo sguardo si resta affascinati dall’Etna che sovrastando il Mar Ionio, spicca in tutta la sua grandezza, come un antico titano.
Pindaro lo chiamava anticamente, “una colonna del cielo“, ancora più caratteristico quando è sopraffatto da un’atmosfera rossastra nel pieno dell’aurora. A destra e a sinistra, se si volge lo sguardo, si scorge tutta la costa orientale della Sicilia…tra seni, promontori, boschi, paesi, giardini emerge il mare in tutta la sua bellezza e la sua immensità, sotto lo sguardo di un cielo tinto di un azzurro intenso. Difficilmente la natura umana può descrivere a parole il fascino della natura in tutto il suo splendore.
A Taormina si respira l’aria di un’eterna primavera, di un giardino che risulta curato, fiorito e sbocciato in ogni stagione dell’anno. Persino aprile che in molti ritengono sia il mese più crudele, come direbbe Eliot, “a Taormina è luminoso come le nevi sulla sommità dell’Etna”. Passeggiando per le sue viuzze, scoprendo i suoi palazzi, ammirando le sue grandiose opere ci si chiede dove i siano mai i popoli che oggi saprebbero realizzare cose simili, realizzando opere grandiose e mastodontiche per il solo piacere delle folle, mettendo a disposizione di tutti il proprio genio. Gli uomini di un tempo, dei tempi andati e ormai assai lontani, avevano anima e occhi diversi dai nostri; il culto per la Bellezza temprava le loro menti rendendo grandioso tutto ciò che essi semplicemente realizzavano.
Ma non solo bellezze artistiche….Taormina è un susseguirsi di ampie e dolci insenature e curve che delicatamente modellano la riviera. Roccia, ghiaia e sabbia sono incorniciate dalla vegetazione tipica mediterranea. Il mare cristallino mette in risalto i suoi colori, dal verde all’azzurro, con sfumature che colpiscono gli occhi di chi osserva estasiato e come ciliegina sulla torta, l’Isola bella, quasi dinanzi a Mazzarò esalta il fascino della costa con un paesaggio arricchito da scogliere di roccia ricoperte da una rigogliosa vegetazione.
Hanno visitato Taormina illustri personaggi che ne hanno lasciato testimonianze significative. L’abate di Saint-Non alla fine del Settecento, ha lasciato delle belle acqueforti della zona; il vedutista Jean Houel, con la sua dettagliatissima grafica ha permesso di ricostruire gran parte della taormina del XVIII sec.; Goethe che vi si fermò soltanto per due giorni nel 1787, ricordandosene nel suo Viaggio in Italia; nel 1983 vi soggiornò D.H.Lawrence, il grande romanziere inglese autore de L’amante di Lady Chatterley. Taormina è la città delle passioni e chiunque sia passato, anche solo di passaggio ne conserva un ricordo indelebile. Sono ammesse persino le passioni sportive! Il golf, l’immersione subacquea, il tennis, il trekking sono tutte discipline praticate e se a qualcuno passa per la testa di voler provare a librarsi nel cielo assaporando il gusto del volo lo potrà fare con il parapendio, dal monte Ziretto.