Parco dell’Alcantara

Il Parco Fluviale dell’Alcantara include un vasto territorio che delimita la valle del fiume omonimo, divenuta in funzione di esso una zona protetta e tutelata. Interessa numerosi comuni: i Giardini di Naxos, Taormina, Gaggi, Graniti, Motta Camastra, Francavilla di Sicilia, Mojo Alcantara, Malvagna e Roccella Valdemone.

Il fiume dell’Alcantara si sviluppa ad una altitudine di 1500 metri, da piccole sorgenti sui monti Nebrodi, più precisamente alle pendici del monte Soro, nel comune di Floresta. Dopo aver attraversato l’intera vallata si riversa nelle acque dello Ionio in prossimità delle rovine dell’antica città di Naxos.

Il parco è noto per essere una fonte attrattiva di incommensurabile valore per i turisti che in numero sempre crescente raggiungono le coste della Sicilia. Le numerose specie animali e vegetali che lo abitano, sono in molti casi, ormai in via d’estinzione. Ciò che colpisce è sicuramente la stravaganza singolare e suggestiva della natura che si impone attraverso gli esempi di fauna e di flora presenti nel parco. Fiori spontanei quali viole, papaveri, anemoni e perfino esempi di splendide orchidee della specie ophrys tentheridinifera, orchis papilionacea ed ophrys fusca si mischiano a oleandri, salici bianchi e fichi d’india selvatici.

All’incirca 50 chilometri di asta fluviale attendono i visitatori, con bellezze paesaggistiche da preservare e di cui andare fieri e i cui aspetti naturalistici sono la risultanza di eventi geologici e geotermici assai lontani, come testimoniano gli attuali basalti. Sono tuttora visibili strutture laviche colonnari a base prismatica allineate come canne d’organo che ricoprono le pareti delle rocce basaltiche per lunghi tratti e che hanno contribuito all’elaborazione di nuove teorie sull’evoluzione del vulcano Etna.

Il corso del fiume è scandito dalla presenza di ricche campagne coltivate con albero da frutto a cui si alternano boschetti dall’aspetto prepotentemente selvaggio di salici, pioppi bianchi e neri, frassini, ontani neri ed esempi di rari platani orientali. Le acque limpide e fredde scorrono sul letto del fiume con un movimento incessante quasi a voler ostentare il proprio aspetto naturale ed incontaminato, attirando l’occhio del visitatore più incredulo. L’intera morfologia del territorio è scandita proprio dal movimento costante delle acque che ha contribuito a creare delle gole a strapiombo, note come Gole dell’Alcantara, particolarmente profonde e sicuramente molto importanti poiché hanno riportato alla luce il cuore delle antiche colate laviche.

Oltre al fiume, popolato da tinche, trote, carpe, anguille, granchi di fiume e tartarughe, si ammirano piccoli laghetti circolari scavati nelle suddette colate laviche scaturite dalle eruzioni vulcaniche risalenti ad epoca preistorica. Un bellissimo sentiero nel parco, denominato le Gurne dell’Alcantara, attende gli amanti del trekking, per una passeggiata open air, alla scoperta della natura, della storia e delle tradizioni. Si ammirano i ruderi del castello di Francavilla, gli scavi archeologici, i canali e appunto le gurne.

Chi invece preferisce andare a cavallo può seguire gli antichi percorsi dei pellegrini, degli eserciti e dei mercanti, seguendo la Ippovia Sicilia che collega quattro grandi parchi regionali.

Per chi desidera vivere un turismo alternativo, può optare per un percorso eno-gastronomico, tra i sentieri del Vino che includono le città di Castiglione di Sicilia e di Randazzo, iscritte all’associazione nazionale delle città del vino.

Il Parco dell’Alcantara è la meta ideale per trascorrere un gradevole itinerario a contatto con le meraviglie della natura in un ambiente salutare, per il divertimento dei più grandi e dei più piccoli.


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